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Iper-vigilanza, perché non essere “mamme soldato”

Ciao, cara lettrice e caro lettore

Chi scrive è Giusy, mamma super impegnata durante la giornata e che spesso arriva distrutta una volta a letto.

La stanchezza è un problema molto sentito dalle mamme e per questo una buona qualità del sonno e una corretta alimentazione sono molto importanti non solo per i nostri piccini ma anche per noi stesse.

Insomma, si è stanche fisicamente, perché magari si dorme poco, si mangia male e frettolosamente oppure si hanno molte cose da fare in poco tempo, ma si è stanche anche e soprattutto mentalmente, perché magari le faccende, il bimbo o le persone in generale ci stressano e quindi ci creano un maggiore dispendio di energie. 

C’è però una condizione mentale che interessa soprattutto le neo-mamme che si chiama iper-vigilanza.

Cos’è l’iper-vigilanza?

Chiamata anche “sindrome da mamma soldato” appunto perché ricorda l’attenzione che devono avere i militari, si tratta di una condizione mentale in cui appunto la mente non riposa mai, siamo sempre vigili nello sforzo di tenere al sicuro il bimbo ed analizziamo costantemente sia lui che l’ambiente circostante, alla ricerca di tutti gli eventuali pericoli che possono capitarci.

L’iper-vigilanza può portare a diverse conseguenze come appunto insonnia, stanchezza, difficoltà di concentrazione, confusione mentale.

Purtroppo, questa condizione raramente viene spiegata alle donne che aspettano un figlio o che hanno appena partorito, anzi a volte vengono rimproverate da chi sta loro intorno a causa di questa stanchezza perenne.

Questo stato varia e cambia naturalmente anche in base alle caratteristiche del figlio e si manifesta anche durante la crescita del figlioletto, a partire dalle cose più semplici come ricordarsi di tutte le cose che gli servono e rispettare gli orari, controllare che non si mettano in bocca oggetti pericolosi o che gli possano far male, oltre a preoccuparsi della sua salute.

Come risolvere il problema dell’iper-vigilanza?

In questi casi bisogna imparare a delegare le faccende meno importanti, ad esempio chiedere a marito o parenti, in modo da ritagliarsi del tempo per sé stesse e per trascorrere del tempo con altre mamme.

Consiglio anche di fare delle passeggiate in modo da essere meno sedentarie, l’aria aperta aiuta moltissimo ad allontanare i pensieri negativi e a concentrarsi sulle cose positive della crescita del bambino.